lunedì 15 novembre 2010

The truman show


Titolo: The Truman Show
Anno: 1998
Genere: Drammatico
Regia: Peter Weir

Il film mi è piaciuto molto. La trama, oltre a raccontare quanto i reality show si spingano per fare audience, mette  in evidenza la superficialità delle persone.
Com’è possibile che nessuno abbia pensato che Truman avesse il diritto di vivere libero e di preservare la sua vita privata? Solo per soddisfare la propria curiosità morbosa ?
Perché tutti  tifavano per lui quando cercava di scappare senza fare davvero  qualcosa per aiutarlo?
Le scene che più mi hanno colpito sono verso la fine del film, perché sono davvero di forte impatto.
Quando Truman cerca di scappare tutti tentano di fermarlo arrivando quasi ad ucciderlo;  solo da li iniziano a capire la “follia” di quello che stanno facendo.
La scena che più trovo bella è quando Truman sale per le scale color “cielo” e finalmente esce.
Questo film mi ha fatto capire che se perseveri nel tuo intento prima o poi c’è la fai.
Truman, anche se scoraggiato dai suoi amici o parenti, ha continuato a lottare per raggiungere la libertà, ed, alla fine, c’è la fatta.

sabato 13 novembre 2010

Shutter Island

Titolo: Shutter island
Anno: 2010
Genere: Thriller
Regia: Martin Scorzese

Il film mi è piaciuto molto. La trama è così interessante che non sono riuscita a distogliermi neanche un secondo dalla storia. Pieno di colpi di scena soprattutto nella parte finale, dove tutte le tue convinzioni cadono insieme a quelle del protagonista; in un certo senso ti senti anche tu ingannato da quel che succede.
Le parti del film che più mi hanno colpito sono i sogni, soprattutto quando in uno di essi  Edward Daniels (detto Teddy), parla con la moglie in casa. Inizialmente quelli che cadono dal soffitto sembrano piccoli petali neri, solo alla fine del sogno ti rendi conto che si tratta di cenere.
Oppure, quando cammina nel campo di concentramento. Ogni volta che si volta a guardare la donna e la bambina morte, distese sotto la neve, esse iniziano a prendere vita e continuano a fissarlo immobili.
Le location le ho trovate bellissime, quelle che mi hanno più sorpreso sono sia quelle all’interno dell’area riservata ai pazienti più pericolosi (padiglione C), sia al faro. Il padiglione C me lo aspettavo somigliante agli altri due padiglioni, invece è come se fosse un centro di torture; non puoi definirlo una prigione ne un centro psichiatrico. Il faro, al contrario, me lo immaginavo un posto orrendo, invece sembra più un magazzino abbandonato.
La fine mi ha lasciato perplessa: non sai se Teddy sia davvero pazzo.
L’ultima scena sembra  ti faccia capire tutto, invece, ripensando il film, si sente che qualcosa non quadra.


mercoledì 10 novembre 2010

Ogni cosa è illuminata

Titolo: Ogni cosa è illuminata
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Regia: Liev Schreiber

Il film l’ho trovato molto bello. Jonathan è molto più stravagante di quanto già non lo rappresenti il film. Ho trovato  insolito che,  oltre a raccogliere qualsiasi oggetto, collezioni, ad esempio, la patata cotta e che la metta  dentro una busta di plastica. All’inizio del film, sembra che siano messe  in primo piano le differenze di vita tra USA e Ucraina, mentre, andando avanti,  si capisce meglio su cosa è concentrata la storia: la memoria. La scena finale, della casetta in mezzo al campo dei girasoli, l’ho trovata stupenda. In quella scena è stato rappresentato il significato del film. Mi piace che la storia sia stata un po’ sdrammatizzata con piccole scene e battute, come ad esempio quando Jonathan arriva in Ucraina e viene accolto dalla piccola banda che gli suona il suo inno nazionale.

Rashmon

Titolo: Rashomon
Anno: 1950
Genere: Drammatico
Regia: Akira Kurosawa

Il film mi è piaciuto molto. Quello che più mi ha colpito, oltre la trama, sono state le location. Tutti luoghi semplici,  come ad esempio la foresta. La storia l’ho trovata intrigante, i personaggi nei vari racconti hanno sempre una “faccia” diversa. Molto bello non sentire voci fuoricampo nelle scene del tribunale. Dalle risposte dei protagonisti inquadrati si risaliva facilmente alle domande loro poste dai giudici. La fine mi è piaciuta, anche se non si capisce “chi ha fatto cosa”. La recitazione dei personaggi l’ho trovata magnifica.